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Vita, scienza, scuola pubblica

I SOCIALISTI NON RINUNCERANNO MAI ALLE PREROGATIVE DELLO STATO LAICO.

Vita, scienza, scuola pubblica.

Sono argomenti per i quali esiste una precisa legislazione nazionale e internazionale che non può essere messa in discussione.

Non si può dunque pensare di mettere tutto in discussione con accordi tra le istituzioni e la Chiesa, come recentemente accaduto tra il presidente della Regione Martini e Monsignor Plotti.

Tale accordo è un rischio per la laicità delle istituzioni: si consente alla Chiesa di invadere un campo che non è peculiare alla propria missione.

Esiste dunque una precisa questione politica. Consentire alla Chiesa di inserirsi in argomenti che non sono di sua competenza pone le istituzioni nel rischio di arretrare ulteriormente sul versante della loro “laicità”.

Nulla da obiettare circa gli accordi tra Martini e Plotti sui beni culturali ed artistici e sulla cooperazione internazionale, sul sentimento di solidarietà e il senso di civiltà che questa Regione esprime.

Ma non comprendiamo il ruolo che la Chiesa Cattolica dovrebbe assumere: dovrebbe diventare simile ai partiti, ai sindacati, alle categorie economiche, alle associazioni?

Dovrebbe partecipare al tavolo della concertazione per decidere delle leggi e degli atti di governo sui temi della sanità, del lavoro, dello stato sociale?

Se così fosse, sarebbe inaccettabile. La religione non può interferire così decisamente sulla politica.

È auspicabile che la portata politica di questo accordo fra la Regione Toscana e la Chiesa Cattolica, non abbia ad irradiare o condizionare la riscrittura del nuovo Statuto della nostra Regione.

È auspicabile che non debba porre limitazioni alla libertà di ricerca

Che non debba influenzare la scuola pubblica.

Che sul fronte della famiglia non debba eludere il confronto sul riconoscimento delle unioni di fatto.

Se così fosse, sarà scontro politico.

I Socialisti Democratici Italiani intendono perciò sottolineare il rischio derivante da accordi tra le istituzioni pubbliche e la Chiesa.

Ognuno mantenga il proprio ruolo nel rispetto dei diritti di tutti.