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Fondi pensione e finanziamento verso le Pmi

Un investimento valido innanzitutto sotto il profilo rischio/rendimento

intervista a Luca Pagni, Head of Discretionary Alternative Fixed Income Bnp Paribas Investment Partners, a cura di G.F.

Quali tipi di strumenti d’intermediazione specializzati il mercato finanziario può mettere oggi a disposizione degli investitori istituzionali per un uso economicamente produttivo di quote di risparmio?

Il processo di disintermediazione in corso stimola l’introduzione, sul mercato finanziario, di alcune classi di attivo tipicamente destinate, fino ad oggi, al bilancio delle banche. Tra questi attivi, quelli che stanno sperimentando uno sviluppo importante sono gli “Immobili Commerciali”, l’export finance, i finanziamenti per le infrastrutture e progetti energetici. Una menzione a parte meritano i finanziamenti alle piccole e medie imprese. Questo segmento del mercato del credito é in piena espansione in Europa, data la necessità delle imprese di diversificare le loro fonti di finanziamento. Negli Stati Uniti è un processo iniziato negli anni 30, in Europa decisamente in tempi più recenti ma che ha avuto una grossa accelerazione soprattutto in Germania e Francia.

Gli strumenti di debito emessi dalle Pmi offrono dei rendimenti attraenti se comparati a quelli offerti da grandi imprese con qualità creditizia equivalente. Tutte queste classi di attivo si rivolgono a investitori con un orizzonte di investimento di medio termine, che possano quindi capitalizzare il premio di liquidità.

Si può esemplificare un percorso tipo, concreto, che potrebbe compiere una quota di risparmio assegnata a un gestore specializzato da impiegare nell’acquisto di mini-bond o simili di piccole e medie imprese?

Concretamente, l’investimento viene effettuato tramite un Fondo che funge da aggregatore di quote di diversi investitori. La nascita di Fondi dedicati ai crediti alle Pmi è cruciale per due motivi: innanzitutto permette al singolo investitore di raggiungere una buona diversificazione di portafoglio; inoltre consente di delegare la gestione a un soggetto specializzato nell’analisi del merito di credito delle società. Il gestore individuerà le operazioni interessanti da un punto di vista di rischio/rendimento, scegliendole tra le proposte ricevute dalla banca originatrice. Una volta approvata l’operazione secondo il processo d’investimento predefinito, la banca originatrice procederà all’effettiva emissione delle obbligazioni per conto dell’impresa. Il Fondo d’investimento comprerà quindi le obbligazioni, i cui proventi andranno appunto a finanziare l’impresa in questione. Se il mercato si svilupperà ulteriormente, il gestore potrà acquistare o vendere anche sul mercato secondario.

Quale ruolo dell’intervento pubblico a eventuale garanzia e/o a salvaguardia del risparmio previdenziale dei Fondi pensione (se questi acquistassero titoli finalizzati allo sviluppo del Paese)?

È nostra convinzione che l’investimento nel debito delle Pmi sia innanzitutto attraente sotto il profilo rischio/rendimento. Questa considerazione dovrebbe essere primaria nelle valutazioni degli investitori, mentre l’aspetto di sostegno al Paese, pur importante e nobile, dovrebbe rientrare solo come fattore “autorinforzante” dell’operazione. In altri termini, il successo delle iniziative di finanziamento alle Pmi stimolerà la crescita economica, quindi la solidità delle Pmi, quindi la loro capacità di rimborsare i debiti contratti. Questo “circolo virtuoso” è ovviamente favorevole all’investitore dei mini-bonds.

Ciò premesso, se l’investimento è valido sotto il profilo rischio/rendimento, l’intervento pubblico a garanzia non sembra affatto necessario. Lo sarebbe solo se l’investimento non fosse finanziariamente interessante, in quel caso l’investitore avrebbe bisogno di un sussidio pubblico per entrare su tale mercato. A nostro avviso, per uno sviluppo sano e duraturo di questa classe di attivo, la cosa migliore è minimizzare l’intervento di fattori distorsivi (come sarebbe una garanzia pubblica offerta “sotto costo”).

I Fondi pensione (e le parti sociali che li hanno istituiti) hanno struttura, competenze e norme di riferimento per inoltrarsi a tempi brevi lungo questo nuovo percorso?

Le classi di attivo che abbiamo menzionato sono caratterizzate da una certa complessità, in termini di valutazione economico-finanziaria e di struttura legale dell’operazione. Per questo motivo riteniamo che l’acquisto di fondi specializzati nella gestione sia lo strumento ottimale per i Fondi pensione che per la prima volta si affacciano a questa classe di attivo. I gestori infatti hanno l’esperienza, l’organizzazione e il track record su asset class similari. Il gestore funge da ponte tra il Fondo pensione e le piccole medie imprese.

Il Fondo pensione, unitamente all’advisor, ha, a nostro avviso, le capacità per valutare l’opportunità di allocare risparmio a questa nuova classe di attivo nell’ottica di un investitore di medio lungo periodo.