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Stoleway to heaven

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE VERITA’ SCOTTANTI CHE POTREBBERO CAUSARE USTIONI ED ERITEMI SU MOLTI DEI FAN DEL ROCK ANNI 70 – LEGGERE CON MOLTA CAUTELA E BUON SENSO.

Come avrete subito capito questo articolo parla impunemente di una delle rock band più famose, ma di certo non intoccabili, del pianeta terra, ovvero i Led Zeppelin. Una band che adoro ma che contemporaneamente mi ha regalato, come molte altre band, delle delusioni non indifferenti. Come molti sanno questa band di figaccioni inglesi ha sofferto molte volte, sin dall’inizio della loro sfolgorante e tormentata carriera, dell’accusa di plagio. Fate molta attenzione, provate insieme a me a fare questo sforzo disumano.

Respirate. Concentratevi.

Provate per un attimo ad immaginare di trovarvi negli anni 70.

Vi aiuto: pantaloni a zampa col cavallo frangipalle e la vita ascellare, imbarazzanti camicette attillate con ricami della nonna o fantasie da tappezzeria optical, tacchi imbarazzanti e spessi come foratini di cantiere, chiome selvagge con annesse basette che a volte diventano tutt’uno con i peli del petto. Questi i personaggi. Immaginate automobili senza il condizionatore, senza l’allarme, senza il servosterzo, senza le sospensioni, senza i filtri euro 0-1-2-5000, telefoni a gettone, niente cellulari, niente lettori multimediali portatili, licenze medie rare come figlie dei fiori vergini e radio ovunque. Il giradischi era considerato un bene di lusso insieme ai mobili in bachelite.

Ecco, già dal 1969, uscita del primo album dei Led Zeppelin dal titolo Led Zeppelin (già un chiaro segno di grande fantasia), nonostante la critica assolutamente positiva, arrivano le prime imputazioni di plagio.

Ricordate? Siamo nel 1969, non c’è internet e la musica non è alla portata di tutti, quindi per capire che un pezzo è plagiato ci vuole gente VERAMENTE esperta e che può permettersi non solo un giradischi in casa, ma persino di possedere dei dischi! E’ roba seria!

Ed ecco che arriva l’accusa: secondo John Mendelsohn, illustre giornalista del Rolling Stones Magazine, mica il Corrierino dei Piccoli, i siluri avrebbero copiato Black Mountain Side di Bert Jansch e il giro di Your Time is Gonna Come dei Traffic. E qui chiaramente direte: e vabbè ma chicazzosonquesti, chicazzolihamaicagati, non per questo il plagio è meno evidente e grave di per sé. Ma, andiamo avanti, perché il bello deve ancora venire (perdonate la sfortunata citazione).

Il caro Page, non contento, ha pensato bene di sciacallare impunemente sullo scioglimento della sua ex band, gli Yardbirds, rielaborando abilmente (ma evidente non abbastanza, furbon) “Dazed and Confused” scritta da Jack Holmes in modo da modificarne lievemente
la melodia per evitare l’accusa di plagio, e riregistrandola con il titolo “I’m Confused” (senza andare lontano dalla verità, eh!). E’ stato inutile, è stato sgamato ugualmente. Fece una figura di M non indifferente, tanto che lo stesso Holmes disse pubblicamente in conferenza stampa, che per lui se la poteva anche tenere.

Umiliante ma non sufficiente per screditare il buon nome degli Zeppelin. Perché? Perché da sempre, in passato ma spesso succede anche nel presente, si sfrutta la generale ignoranza delle persone nei confronti della musica “di nicchia” per estrapolarne (termine mooooolto eufemistico) quel che pare e piace e usarlo come lo si vuole riproponendolo come opera assolutamente proprio ed originale.

Insomma, metaforicamente parlando, è come se un cuoco con molto zelo e poche idee andasse ad un buffet al Ritz Hotel, rubasse un’anatra all’arancia mettendosela nel sacchetto del Cuki per poi andare ad una cena di Gala e presentarla in tavola spacciandola per sua magari aggiungendo due patate e rosmarino. Stessa cosa, solo che gli invitati sannounasega, fanno i complimenti a lui e non sanno che l’anatra è stata fatta da un aiutocuoco sottopagato di un Hotel di lusso.

Ma, come ho già detto, il piatto forte deve ancora arrivare. I cari Zeppelin hanno sempre avuto l’antipatica abitudine di servirsi fin troppo copiosamente al buffet del blues. Musicalmente tendenti all’obesità, copiano l’intro e la chiusura di “Bring It On Home” di Sonny Boy Williamson II e scopiazzano il riff di Whole Lotta Love da You Need Love di Willie Dixon. Anche in quel caso figurona di M che, guardacaso, li spingerà, dalle successive ristampe di Led Zeppelin II, a inserire il nome di Dixon fra i credits. Insomma, iniziano ad arrivare portate un po’ coprofaghe a questa tavola.

Tuttavia, almeno per me, la vera torta di M viene sfornata e servita quando Page pensa bene di copiare spudoratamente l’arpeggio di “Starway to Heaven” da “Taurus” degli Spirit, band che è sempre stata loro amica (bell’affare, non penso lo vadano ancora a dire in giro per farsi ganzi con le fighe nei pub). Questo, a mio avviso PALESEMENTE MASTODONTICO, plagio non è mai stato preso seriamente in considerazione poiché riguarderebbe SOLO 5 note. Con la sola differenza che grazie a quelle 5 note i Led Zeppelin sono arrivati in Heaven, gli Spirit… “non cosi in alto”

Non contenti della nutrita collezione di Figurette simpatiche, i cari siluri hanno continuato imperterriti la loro opera alla Lupin III, con plagi nei confronti di Memphis Minnie e Ritchie Valens. Molti considerano alcune accuse pretestuose, ma allora come ti spieghi tutti questi credits, attribuiti a testa bassa ad altri artisti, nelle ristampe successive degli album?

Ma, soprattutto, come mai i Led Zeppelin sono così restii a concedere i diritti sui loro brani ad uso mediatico (in altre parole se la tirano abbestia)? Un esempio su tutti? Jack Black, per il suo film School of Rock (se non lo avete mai visto: guardatelo, guardatelo, GUARDATELO), ha dovuto girare un video, con 1000 fans degli Zeppelin a seguito, dove ha letteralmente implorato la band in ginocchio per poter avere i diritti di usare come colonna sonora per uno spezzone di, boh, 1 minuto e mezzo, “Immigrant Song”?

Che dire? Vale la pena per una band, dopo questa collezione di sensazionali figure di M mondiali e un successo basato, almeno in parte, sull’ignoranza media popolare causata dalla scarsa diffusione musicale data dalla naturale arretratezza dei tempi, tirarsela tanto? Occhio che anche se non si è ancora strappata, non ce l’avete d’oro, anche se Plant è riuscito a far credere a molte di sì, più col suo Zeppelin che con le sue doti, a quanto pare, “L’ignoranza è una brutta bestia sì…ma chi la cavalca è proprio un coglione” Cheapeu.

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Una maniera facile di prevenire l’insorgenza della placca

Prevenire linsorgenza della placca ridurrebbe la presenza di carie e, conseguentemente, le visite dal dentista. La placca si forma quando la carica batterica, tra le cause primarie della carie, aderisce a la superficie dello smalto dei denti  formando una cappa che riveste il dente;  la placca può accumularsi e indurirsi al margine di denti e gengive. I batteri che vivono negli acidi della placca, debilitano lo smalto dentale aumentando il rischio di carie e infiammazioni gengivali.

I batteri si nutrono di alimenti ricchi di carboidrati e con un alto livello di zuccheri; è provato che una dieta con un basso apporto di zuccheri, che contiene un equilibrio di carboidrati complessi, proteine, olii, corrispondono a livelli inferiori di placca dentale.

Vi suggeriamo alcuni accorgimenti che rallentano linsorgere e laccumularsi della placca allinterno del nostro cavo orale.

  • Pasta dentifricia Scegliere una pasta dentifricia che contenga gli ingredienti ideati per prevenire la placca. Una sostanza antibatterica chiamata, triclosan, presente nei dentifrici riduce la placca; è un prodotto che contiene una formula per la demolizione della placca, che rompe i suoi legami con la  superficie del dente. A parte il dentifricio, si raccomando l uso regolare di filo interdentale che aiuta una pulizia profonda tra dente e dente e insieme allo spazzolino elettrico favorisce un eliminazione più energica e regolare della placca
  • Polifenoli  il the verde, il vino rosso e succo di mirtilli, contengono sostanze chiamate polifenoli che riducono la formazione di placca e batteri, impedendo la proliferazione della carie. Leffetto del succo di mirtilli può aiutare ad eliminare fino ad un 50% di più de i batteri che causano le carie; i polifenoli aiutano anche la protezione dello smalto agendo in forma preventiva sulla produzione di acidi da parte dei batteri.
  • Olio Extra Vergine doliva L’uso nella nostra dieta di olio extra vergine doliva, per condire insalate o cucinare in generale, limita la formazione della placca e fortifica i denti. Le numerose proprietà di questo elemento prevengono la formazione di placca e le malattie che colpiscono le gengive. Lolio extra vergine doliva contiene oleuropeina, un composto antibatterico che impedisce ai batteri gram negativi , che causano lerosione di ossa e gengive, che aderiscano ai denti; è capace anche di creare come una sottile protezione sulla superficie dei denti, composti da molecole grasse che formano come una guaina.
  • Le gomme da masticare Contengono xilitolo o sorbitolo che sono sostituti dello zucchero ed aiutano la riduzione della placca.  Lazione è molto semplice, quasi meccanica: non potendo questi batteri ingerire xilitolo, non si nutrono e quindi non favoriscono linsorgenza della carie.
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Vita, scienza, scuola pubblica

I SOCIALISTI NON RINUNCERANNO MAI ALLE PREROGATIVE DELLO STATO LAICO.

Vita, scienza, scuola pubblica.

Sono argomenti per i quali esiste una precisa legislazione nazionale e internazionale che non può essere messa in discussione.

Non si può dunque pensare di mettere tutto in discussione con accordi tra le istituzioni e la Chiesa, come recentemente accaduto tra il presidente della Regione Martini e Monsignor Plotti.

Tale accordo è un rischio per la laicità delle istituzioni: si consente alla Chiesa di invadere un campo che non è peculiare alla propria missione.

Esiste dunque una precisa questione politica. Consentire alla Chiesa di inserirsi in argomenti che non sono di sua competenza pone le istituzioni nel rischio di arretrare ulteriormente sul versante della loro “laicità”.

Nulla da obiettare circa gli accordi tra Martini e Plotti sui beni culturali ed artistici e sulla cooperazione internazionale, sul sentimento di solidarietà e il senso di civiltà che questa Regione esprime.

Ma non comprendiamo il ruolo che la Chiesa Cattolica dovrebbe assumere: dovrebbe diventare simile ai partiti, ai sindacati, alle categorie economiche, alle associazioni?

Dovrebbe partecipare al tavolo della concertazione per decidere delle leggi e degli atti di governo sui temi della sanità, del lavoro, dello stato sociale?

Se così fosse, sarebbe inaccettabile. La religione non può interferire così decisamente sulla politica.

È auspicabile che la portata politica di questo accordo fra la Regione Toscana e la Chiesa Cattolica, non abbia ad irradiare o condizionare la riscrittura del nuovo Statuto della nostra Regione.

È auspicabile che non debba porre limitazioni alla libertà di ricerca

Che non debba influenzare la scuola pubblica.

Che sul fronte della famiglia non debba eludere il confronto sul riconoscimento delle unioni di fatto.

Se così fosse, sarà scontro politico.

I Socialisti Democratici Italiani intendono perciò sottolineare il rischio derivante da accordi tra le istituzioni pubbliche e la Chiesa.

Ognuno mantenga il proprio ruolo nel rispetto dei diritti di tutti.

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Idee per il Capodanno a casa

Il modo più tradizionale di trascorrere il Capodanno è quello di stare in casa con amici, partner o parenti. Cerchiamo di evitare portate impossibili da realizzare e optiamo per delle ricette sfiziose, alle quali magari sogniamo di dedicarci da tempo, per una serata intima e divertente.

Se siete in molti, dividetevi con chiarezza i compiti. Evitate quindi che solo alcuni si occupino della spesa, per poi cucinare la sera stessa. Ognuno dovrebbe cucinare una portata che gli viene buona e condividerla poi col gruppo. Oltre che essere la notte più lunga dell’anno, è anche un momento di condivisione tra amici.

Importanti i dettagli: scegliete delle candele, magari profumate, per rendere accogliente la casa, una tovaglia da tavola rossa e dei sotto bicchieri e porta tovaglioli originali.

Terminata il cenone di Capodanno, potrete mettere un bel cd ed iniziare a ballare. Il nostro consiglio è quello di sgombrare il salotto, spostando il tavolo contro il muro, tipo buffet, e disponendoci sopra dolci (immancabile il pandoro con il mascarpone!), spumante e qualche salatino o patatine per stuzzicare durante la serata.

Un’altra sensazionale idea è quella del Karaoke: sfidarsi con le vostre canzoni preferite ed un bel bicchiere di vino tra le mani sarà sicuramente divertente.

Se invece siete più classici, potrete optare per giochi da tavola, dalla Tombola alle carte, dal Monopoli a Risiko per mettere alla prova i vostri amici e parenti, aspettando la mezzanotte.

Il momento fatidico non tarderà ad arrivare e, se siete un po’pazzerelli, oltre ai botti ed alle fiaccole, potrete addirittura accendere dei fuochi d’artificio in giardino!

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Fondi pensione e finanziamento verso le Pmi

Un investimento valido innanzitutto sotto il profilo rischio/rendimento

intervista a Luca Pagni, Head of Discretionary Alternative Fixed Income Bnp Paribas Investment Partners, a cura di G.F.

Quali tipi di strumenti d’intermediazione specializzati il mercato finanziario può mettere oggi a disposizione degli investitori istituzionali per un uso economicamente produttivo di quote di risparmio?

Il processo di disintermediazione in corso stimola l’introduzione, sul mercato finanziario, di alcune classi di attivo tipicamente destinate, fino ad oggi, al bilancio delle banche. Tra questi attivi, quelli che stanno sperimentando uno sviluppo importante sono gli “Immobili Commerciali”, l’export finance, i finanziamenti per le infrastrutture e progetti energetici. Una menzione a parte meritano i finanziamenti alle piccole e medie imprese. Questo segmento del mercato del credito é in piena espansione in Europa, data la necessità delle imprese di diversificare le loro fonti di finanziamento. Negli Stati Uniti è un processo iniziato negli anni 30, in Europa decisamente in tempi più recenti ma che ha avuto una grossa accelerazione soprattutto in Germania e Francia.

Gli strumenti di debito emessi dalle Pmi offrono dei rendimenti attraenti se comparati a quelli offerti da grandi imprese con qualità creditizia equivalente. Tutte queste classi di attivo si rivolgono a investitori con un orizzonte di investimento di medio termine, che possano quindi capitalizzare il premio di liquidità.

Si può esemplificare un percorso tipo, concreto, che potrebbe compiere una quota di risparmio assegnata a un gestore specializzato da impiegare nell’acquisto di mini-bond o simili di piccole e medie imprese?

Concretamente, l’investimento viene effettuato tramite un Fondo che funge da aggregatore di quote di diversi investitori. La nascita di Fondi dedicati ai crediti alle Pmi è cruciale per due motivi: innanzitutto permette al singolo investitore di raggiungere una buona diversificazione di portafoglio; inoltre consente di delegare la gestione a un soggetto specializzato nell’analisi del merito di credito delle società. Il gestore individuerà le operazioni interessanti da un punto di vista di rischio/rendimento, scegliendole tra le proposte ricevute dalla banca originatrice. Una volta approvata l’operazione secondo il processo d’investimento predefinito, la banca originatrice procederà all’effettiva emissione delle obbligazioni per conto dell’impresa. Il Fondo d’investimento comprerà quindi le obbligazioni, i cui proventi andranno appunto a finanziare l’impresa in questione. Se il mercato si svilupperà ulteriormente, il gestore potrà acquistare o vendere anche sul mercato secondario.

Quale ruolo dell’intervento pubblico a eventuale garanzia e/o a salvaguardia del risparmio previdenziale dei Fondi pensione (se questi acquistassero titoli finalizzati allo sviluppo del Paese)?

È nostra convinzione che l’investimento nel debito delle Pmi sia innanzitutto attraente sotto il profilo rischio/rendimento. Questa considerazione dovrebbe essere primaria nelle valutazioni degli investitori, mentre l’aspetto di sostegno al Paese, pur importante e nobile, dovrebbe rientrare solo come fattore “autorinforzante” dell’operazione. In altri termini, il successo delle iniziative di finanziamento alle Pmi stimolerà la crescita economica, quindi la solidità delle Pmi, quindi la loro capacità di rimborsare i debiti contratti. Questo “circolo virtuoso” è ovviamente favorevole all’investitore dei mini-bonds.

Ciò premesso, se l’investimento è valido sotto il profilo rischio/rendimento, l’intervento pubblico a garanzia non sembra affatto necessario. Lo sarebbe solo se l’investimento non fosse finanziariamente interessante, in quel caso l’investitore avrebbe bisogno di un sussidio pubblico per entrare su tale mercato. A nostro avviso, per uno sviluppo sano e duraturo di questa classe di attivo, la cosa migliore è minimizzare l’intervento di fattori distorsivi (come sarebbe una garanzia pubblica offerta “sotto costo”).

I Fondi pensione (e le parti sociali che li hanno istituiti) hanno struttura, competenze e norme di riferimento per inoltrarsi a tempi brevi lungo questo nuovo percorso?

Le classi di attivo che abbiamo menzionato sono caratterizzate da una certa complessità, in termini di valutazione economico-finanziaria e di struttura legale dell’operazione. Per questo motivo riteniamo che l’acquisto di fondi specializzati nella gestione sia lo strumento ottimale per i Fondi pensione che per la prima volta si affacciano a questa classe di attivo. I gestori infatti hanno l’esperienza, l’organizzazione e il track record su asset class similari. Il gestore funge da ponte tra il Fondo pensione e le piccole medie imprese.

Il Fondo pensione, unitamente all’advisor, ha, a nostro avviso, le capacità per valutare l’opportunità di allocare risparmio a questa nuova classe di attivo nell’ottica di un investitore di medio lungo periodo.

Bistecchiera: un nuovo modo di cucinare sano

Bistecchiera: un nuovo modo di cucinare sano

Quando si ha in casa una bistecchiera diventa inutile nasconderselo: resistere alla tentazione di mangiare un piatto di patatine fritte è praticamente impossibile! Però spesso siamo costretti a farlo, perché i cibi fritti contengono tanto olio e un’alta percentuale di grassi, che tutti sappiamo non essere esattamente salutari.

Ma adesso esiste la soluzione per risolvere questo gustoso problema: le friggitrici ad aria calda.

Che cosa sono le bistecchiere:

Questa rivoluzionaria generazione di bistecchiere sfrutta la tecnologia della cottura attraverso la diffusione di aria calda. Il calore si propaga uniformemente all’interno del dispositivo e cuoce gli alimenti utilizzando solo un filo d’olio o addirittura senza! Il risultato è una cucina sana, senza il retrogusto di olio, con circa l’80% di grassi in meno.

Il bello di queste bistecchiere è che sono adatte a cucinare qualsiasi tipo d’alimento. Praticamente tutti i modelli sono dotati di funzione grill e forno, è possibile quindi preparare non solo fritti ma anche grigliate di carne, pesce, dolci e addirittura la pizza.

Il particolare sistema di cottura garantisce fritti croccanti fuori e morbidi dentro, come nei migliori ristoranti.

Bistecchiera Elettrica, a gas, a carbone: tutti i vantaggi

Anche se la cucina sana è il vantaggio principale, la bistecchiera ha altre caratteristiche interessanti che cambiano completamente il modo di cucinare. Prima di tutto i tempi d’attesa: il dispositivo raggiunge la temperatura richiesta molto velocemente, non bisogna più aspettare che il forno o l’olio in padella si riscaldino.

Il gusto è assicurato: la circolazione d’aria calda garantisce una frittura veloce, dorata, che mantiene sempre intatti tutti i sapori degli alimenti.

Il rischio di overcooking diventa un lontano ricordo perché le bistecchiere, soprattutto elettriche (Qui troverai dei suggerimenti per l’acquisto), si spengono automaticamente al termine della cottura e la maggior parte dei modelli ha diversi programmi di cottura preimpostati a seconda del piatto che si vuole preparare: sbagliare diventa impossibile.

Anche la pulizia dellabistecchiera elettrica è facile e veloce

Dopo averla utilizzata e fatta raffreddare, basta estrarre il cestello e lavarlo comodamente in lavastoviglie. Niente più incrostazioni e unto difficile da lavare! Pulire il dispositivo è velocissimo. Inoltre i fornelli e i paraschizzi della cucina non saranno più imbrattati di olio.

Un occhio anche alla sicurezza

Cucinare con l’olio bollente è sempre pericoloso e il rischio bruciature è molto elevato. Le bistecchiere elettriche eliminano anche questo cruciale problema, soprattutto se in casa ci sono bambini.

Tantissime persone hanno già scelto le bistecchiere che sfruttano la tecnologia ad energia elettrica anche perché sono davvero semplici da utilizzare e consentono di preparare tantissime ricette sfiziose in poco tempo. Pensa a come sorprenderai i tuoi ospiti e i tuoi amici con dei gustosi stuzzichini o come sarebbe concedersi qualche snack sfizioso in più senza doverti più preoccupare dei grassi dannosi per la salute.

Adesso tutto questo è finalmente possibile, le bistecchiere sono una vera e propria novità in cucina che ha solo punti di forza.

Cambia anche tu il tuo modo di cucinare, scegli una cucina sana, senza unto, facile e veloce, scegli una bistecchiera!